Claudia Tibbutt, nata nel 1979, ha subito un trapianto di rene nel 1999.

Nell’aprile del 1998, all’età di 18 anni, Claudia si è ammalata di setticemia da meningococco, un’infiammazione delle meningi che comporta gravi complicazioni generalizzate. Fino a quel momento Claudia era sana e giocava nella lega nazionale A di badminton. Dopo dieci giorni di coma farmacologico, a seguito della sindrome di Waterhouse-Friderichsen  ha perso la punta delle dita e i reni erano seriamente compromessi. Un anno dopo, Claudia ha ricevuto un rene in dono da suo padre.

Claudia è rimasta fedele al badminton e allo sport in generale. Ancora oggi non si lascia sfuggire alcuna occasione per sciare o fare snowboard. Tra le sue passioni possiamo elencare i viaggi, la lettura e la buona cucina, e spesso lei stessa si improvvisa una cuoca provetta. Ama trascorrere del tempo con i suoi amici e la sua famiglia.
Claudia è tornata a lavorare al 100% e abita con suo marito a Cambridge in Inghilterra. Anche lui ha subito un trapianto di rene. Insieme aspettano la nascita del loro primo bambino, prevista per dicembre.

Grazie alla donazione di organi, Claudia può condurre una vita «normale». Le è stata donata una vita e si è quindi sempre impegnata affinché anche i suoi conoscenti si confrontassero con la donazione di organi. Sa che la vita è un bene inestimabile e che non va data per scontata. Affrontare il tema della morte non è facile, ma può salvare delle vite. Claudia spera che sempre più persone si impegnino a favore della donazione di organi e che prendano tempestivamente una decisione in merito. Ancora oggi, infatti, molte persone non riescono a ricevere in tempo questo regalo così prezioso.